Una situazione stressante può generare nell’atleta diverse risposte, la cui intensità dipende da altrettanti variabili. Tra queste, ricordiamo: il valore che l’atleta attribuisce al fattore esterno, la personalità intesa come ansia di tratto e perfezionismo, la storia degli stressor fino a questo momento e le strategie e risposte messe in atto per far fronte all’evento stressante. Risposte emotive negative si possono presentare soprattutto in conseguenza ad un infortunio, minando il processo di guarigione, e a volte peggiorando nel tempo. D’altra parte è documentato che livelli elevati di ottimismo e bassi livelli di depressione e stress sono associati a un migliore recupero dagli infortuni. Nel momento in cui si programma un ritorno positivo all’attività sportiva è necessaria un’attenta analisi della condizione psicologica dell’atleta, valutando anche i suoi tratti di personalità, con interventi mirati alla gestione dello stress ed al miglioramento del focus attentivo. In questo senso, si possono mettere in atto molte strategie adattive. L’adozione di un approccio globale e integrato, che pone l’atleta al centro, favorisce la gestione di situazioni psico-fisiche ed ambientali che possono mettere a dura prova l’atleta. La strategia da adottare dovrebbe essere personalizzata, ovvero focalizzata sulle singole esigenze personali (culturali e circostanziali), per mantenere un benessere ottimale.

ZAMBONI L., L’infortunio sportivo: fattori psicologici di vulnerabilità e di protezione, prima e dopo l’evento. State of mind il giornale delle scienze psicologiche. Pubblicato il 30 maggio 2018.

REARDON CL, HAINLINE B, ARON CM, et al., 2019. Mental health in elite athletes: International Olympic Committee consensus statement. British Journal of Sports Medicine 2019, 53:667-699.